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lunar phases
 
mercoledì, 09 luglio 2008
Il piccolo geometra

Secondo me , secondo me sono davvero pochi i momenti quando uno dice “ oh perdio questa vita, come valeva la pena essere vissuta “ e quando capitano è dovere DesertRose2ricordarseli , seppure per il breve momento che ci permette di scarabocchiarli sulla carta , cioè questo qua.

E ironicamente ci si aspetta di sentire questa necessità in presenza di quelli che canonicamente sono considerati gli attimi indimenticabili , marmorei , lapidari , faustiani.

 

Col cazzo , invece.

 
Una giornata al mare , anzi , tre ore , per la precisione. Uno spicciolo tra una tascata di altri cent , irriconoscibile , da tenerlo in mano ben presente finchè è caldo di conio.

Ieri sono stato al mare , di mattina prestino , verso le dieci , con certi amici.

Lui , il mare , bulesava , di più, agitavasi  e si intorbidiva di collera ma mi pareva un attore che tanto lo sa che da noi in Liguria il mare è domestico ma ci tiene a quel tanto di fragore che gli si consente talvolta.

 
Però , l’acqua era fredda fredda come una brutta notizia od un rimprovero della Mamma ; ma per quel tacito accordo che esiste tra noi maschietti adorabili che , se si butta uno gli altri lo devono seguire ( e Dio ci benedica in questi assalti che hanno preservato l’umanità dallo scempio e creato indimenticabili eroi veri di ciccia o di carta velina ) ci si è buttati tutti insieme nel Maelstrom gelato e grigio topo.


E ci siam presi gli schiaffoni del mare esorbitante davanti a così poca carne temeraria e siamo stati tutti Leonida sprezzanti a ribadire che non conta come si finisce ma come si inizia e ci si approccia alla battaglia e quali arti si conosce e si adopra per finir l’opra anzi il chiarir dell’alba.

 
E se si potesse essere sempre così lucidi davanti alla commedia umana che tutti i fottuti giorni ci apprestiamo ad interpretare , vi assicuro che il divertimento sarebbe infinito , come quello di Dio che , grande scrittore , sui nostri inani sforzi di stare a galla , ride di panza e compone le poesie del mondo nella lingua che abbiamo dimenticato.

 
Poi , dopo , avevo bisogno di camminare perché volevo che fossero i piedi a riportarmi indietro , come sono soliti fare in  questi casi , mica le ali della libertà o qualche cazzo strano holliwoodiano.

 
Io lo fermo l’attimo e gli vò in culo , i patti col Demonio sono parabole per settecenteschi ; noi che sappiamo cos’è l’eroina e l’oblio siamo tenuti a squartare l’attimo e crocifiggerlo sullo schermo anche se all’apparenza non vuol dire niente. Chi ha orecchie per capire capisca , soprattutto prima che mi finisca il vino .

 
Ora mi siedo alla Play station e faccio vincere il Genoa col Real Madrid , perché prima di morire voglio mettere Dio a gambe per aria e vedere di colore  ha le mutande.

 Lui ci irride con l’onnipotenza ma noi abbiamo le ripartenze fulminee ed inattese.

 

Questo post è dedicato al Conte Nuvoletti.

Tirato da: sashenka2 a 23:00 | link | commenti (313) |