Crudele Trio! Così esigevi nell'ora del languore

Non Vergognartene

*loading* tiri allo specchio


lunar phases
 
martedì, 25 settembre 2007
Alberto Stasi è innocente!

Perché non è dimostrata la sua colpevolezza. Perché se fosse un muratore di quarantacinque anni indiziato dell’omicidio della convivente, rumena magari, non fregherebbe a nessuno.
Alberto Stasi è innocente perché il prurito della morte è meglio dal vivo che sui gialli Mondadori. Negli Stati Uniti l’anchorwoman Oprah organizza incontri tra parenti delle vittime vs carnefici carcerati più o meno redenti. Pensavate che la De Filippi fosse il peggio del peggio? Vuoi mettere le vere lacrime? Differite anche di vent’anni. Sbarre, tormento, angoscia e inferno. Tutto vero. Le colonie Inframondo sono alle porte ed è un viaggio di sola andata. I lavori in pelle pronti al lancio sul mercato.
Alberto Stasi è innocente, perché a ventiquattro anni la vita è tutto, per chi è massacrato a martellate come per chi è martellato dai media, sinuosi, insinuanti, dietro le persiane, nel salotto di tua zia, nel cesso di casa tua.
Alberto Stasi è innocente, perché la morte non è di cartone. E la vita nemmeno. Stavolta. Ed è già troppo tardi.

Brambilla a Brandelli.
Al colosseo.


Tirato da: Negroniglio a 22:06 | link | commenti (106) |

martedì, 18 settembre 2007
Perchè non torniamo alla Sip?

Un’altra stagione alle porte, buoni propositi di bontà e produttività. Mi domando se il populismo di piazza non possa risultare sorprendente negli sviluppi. Certo è rassicurante avere un garante sulla buona qualità, un poco come essere cittadino doc.



Un amico mi ha detto che a Roma ottieni ciò che desideri solo se lotti e fai davvero tutto per ottenerlo. Siamo creature semplici, io per primo, e come tali facilmente suggestionabili.

Populismo o Populizio?

Qui l' amletico dubbio.

Tirato da: Negroniglio a 18:21 | link | commenti (59) |

domenica, 09 settembre 2007
Non son sicuro che sia bene,

ma questo mese è un lento malinconico srotolarsi. Andavamo fino alla diga con le bici, costeggiando l’argine, la maglietta bagnata ci si incollava alla schiena e diventava un tutt’uno con il viaggio. Il caldo, il sudore e il buio, quell’oscurità che avanza sempre più, che spaventa, incalzando come il diario ormai quasi inaugurale.

Cosa resti, a pensarci bene, poco importa. Poco poco, e non è né per cinismo e nemmeno per disincanto.



“Durante il secondo viaggio a Salisburgo, l’umore del duce fu invece dei più neri: e ciò in relazione a certe richieste a cui Hitler non aveva voluto aderire. In quei colloqui il duce si trovò improvvisamente di fronte a un ostacolo di carattere tecnico che non riuscì a sormontare, causa la sua timidezza nei riguardi del Fuhrer. Mussolini, infatti, ebbe sempre rispetto a Hitler un certo complesso di inferiorità. Il duce, ripeto, durante le conversazioni diplomatiche, non aveva mai il coraggio di manifestare all’illustre amico che, molto spesso, non capiva proprio nulla di quanto il Fuhrer gli diceva in tedesco. Il duce conosceva la lingua tedesca in maniera piuttosto approssimativa e continuamente si trovava di fronte a termini per lui sconosciuti. La volta del secondo viaggio a Salisburgo, come dicevo, Mussolini ebbe improvvisamente a che fare con gli strani nomi di tutta una sfilza delle famose armi tedesche, sulla cui preparazione già da tanto si mormorava. Hitler era convinto che Mussolini fosse perfettamente al corrente di tutti i nuovi ritrovati bellici e dei loro termini specifici e si ingolfò perciò in un discorso tecnico cui Mussolini cercava di tener testa alla cieca.
“In Italia avete, naturalmente dei…”(e qui uno strano termine di nuova arma).
“Come no!” rispondeva con sussiego Mussolini, senza aver minimamente capito se si trattava di carri armati o di salsicce in scatola.”

Tirato da: Negroniglio a 13:19 | link | commenti (82) |

domenica, 02 settembre 2007
Io mi vanto soprattutto di essere un rurale

Ho appena sognato i carabinieri. Cercavano di arrestarmi mentre, all’entrata di un locale, in compagnia di un amico, tentavo di introdurre cocaina. Io. Ma io, nei sogni, ho sempre il potere dello Spettro, un personaggio Marvel talmente minore, credo dei Vendicatori intermedi (non indagherò), da non essere sfruttato nemmeno nei film. E questo aprirebbe un’altra riflessione, ma teniamola in secondo piano.
Lo Spettro diventa incorporeo e, in quanto spettro spettro, passa attraverso muri ed infissi, piani e balconi. Morale, son rimasto sul tetto del locale tutta la notte. Un fatto, questo, realmente accadutomi, verso i diciassette anni, quando precorrevo le mode dei sassaioli di Tortona. E devo confessare che è bello ed eccitante restare sul tetto, in una calda notte stellata, mentre di sotto stanno facendo piazza pulita di tutti i tuoi amici. Già, perché un poco ti rende assolto, un poco colpevole ma privilegiato, e la notte stellata ti nasconde. Un romanticismo da galera, me ne rendo conto. Nel sogno infatti abitavo in una capannuccia di lamiera nella Pietralata di Pasolini e chissà, forse ero pure marchettaro occasionale, non ricordo adesso. Concludo con un’altra riflessione, ormai decisamente trasversale: se da bimbo avessero attacato a fare film sui supereroi a ripetizione, come ora, con questi mezzi poi, sarei stato un bimbo felice. E li avrei amati. Invece no. Io avevo Mark Gregory. E adesso non ci sei più.

Petra, senti, lunedì o martedi mi porti sulle sponde dell’Aniene, dove la monnezza cresce rigogliosa e spontanea?

E voglio anche pisciare dal ponte Mammolo.








Tirato da: Negroniglio a 05:47 | link | commenti (66) |