Crudele Trio! Così esigevi nell'ora del languore

Non Vergognartene

*loading* tiri allo specchio


lunar phases
 
sabato, 31 marzo 2007
Chi cazzo è Max Malagugini?

"Sei una persona splendida."
Quante volte lo avranno detto a John Merrick in ecumenico sdoganamento?

Merce rara comunque. Oggi come oggi è più facile trovare un uomo balena che uno elefante.
Tanto tempo fa, forse addirittura qui se non nella vita precedente, dissi che se avessi avutto "un cazzo di quaranta centimetri mi sarei volentieri portato le noccioline al culo." Oggi sono cambiato. Sì, oggi vorrei essere ermafrodita come una zanzara elefante e portare in giro il verbo dell' indieamore negli stati del sud.

Avete mai sentito parlare dell' Ambragrigia?! Pare sia drogatissima... Dio, procurateme un'oncia e sarò il vostro baraccone da circo per un mese intero.

Ho comprato un dente di capodoglio.
E ne farò delle fedi.

Tirato da: Negroniglio a 11:15 | link | commenti (38) |

lunedì, 26 marzo 2007
Balatonizer Lunch

Mia unica sicurezza mobile. Mobile Suite, non mollerò finchè potro'.
Ti devo scoppiare il cuore per tirarti a bordo.

Cazzo, dialogare con gli smile è alienante e deprimente.
Eat  em' Smile.

Le tue vene son fili di lana blu. O Leviatano.

Tirato da: Negroniglio a 13:29 | link | commenti (25) |

martedì, 20 marzo 2007
Alzo il mio bicchiere rosso e brindo a te

...La città in se stessa, bisogna riconoscerlo, è brutta.
Di aspetto tranquillo, occorre qualche tempo per accorgersi di quello che la fa diversa da tante altre città mercantili, sotto tutte le latitudini.
Come immaginare, ad esempio, una città senza piccioni, senza alberi e senza giardini, dove non si trovano nè battiti d'ali nè fruscii di foglie, un luogo neutro, insomma?
Il mutamento delle stagioni non si legge nel cielo. La primavera si annuncia soltanto con la qualità dell'aria o coi cesti di fiori che i ragazzi portano dai sobborghi; è una primavera che si vende nei mercati.
Durante l'estate il sole incendia le case troppo asciutte e copre i muri d'una cenere grigia; non si può vivere, allora, che all'ombra delle persiane chiuse.
In autunno, invece, è un diluvio di fango.
Le belle giornate vengono soltanto in inverno.
Una maniera facile per far la conoscenza d'una città è quella di cercare come vi si lavora, come vi si ama e come vi si muore. Nella nostra piccola città, forse per effetto del clima, tutto questo si fa insieme, con la stess'aria frenetica e assente: ossia, ci si annoia, e ci si applica a contrarre delle abitudini.
I nostri concittadini lavorano molto, sempre per arricchire; s'interessano soprattutto del commercio e in primo luogo si preoccupano, com'essi dicono, di concludere affari.
Naturalmente, hanno anche il gusto delle cose semplici, amano le donne, il cinematografo e i bagni di mare; ma, assai ragionevolmente, riserbano i piaceri per il sabato sera e la domenica, cercando, negli altri giorni della settimana, di guadagnare molti soldi.
La sera, lasciati gli uffici, si trovano a ora fissa nei caffè, passeggiano per lo stesso viale o anche si mettono ai balconi. I desideri dei più giovani sono violenti e brevi, mentre i vizi dei più anziani non superano le associazioni di bocciomani, i banchetti tra i camerati e i circoli dove si gioca forte d'azzardo alle carte.
Si dirà certamente che tali cose non sono particolari alla nostra città e che, in definitiva, tutti i nostri contemporanei son fatti in questo modo.
Certamente, nulla di più naturale, oggi, che veder la gente lavorare dalla mattina alla sera e scegliere poi di perdere, con le carte, al caffè e in chiacchiere, il tempo che le rimane per vivere.
Ma vi sono città e paesi in cui le persone, di tanto in tanto, hanno il sospetto d'altre cose; in generale, questo non ne cambia la vita; soltanto, vi è stato il sospetto ed è sempre qualcosa di guadagnato.
Questa, invece, è apparentemente una città senza sospetti, ossia una città affatto moderna. Non è necessario, quindi, precisare il modo con cui ci si ama, da noi. Gli uomini e le donne si divorano rapidamente in quello che si chiama l'atto d'amore o s'impegnano in una lunga abitudine a due.
Questo non è nemmeno originale; Qui, come altrove, in mancanza di tempo e di riflessione si è costretti ad amarsi senza saperlo.
Di più originale, nella nostra città, vi è la difficoltà che si può trovarvi a morire; difficoltà d'altronde, non è la parola giusta e sarebbe più preciso parlare di scomodità. Non è mai piacevole essere ammalati, ma ci sono città e paesi che ti sostengono nella malattia, in cui si può, in qualche maniera, lasciarsi andare.
Un malato ha bisogno di tenerezza, gli piace appoggiarsi su qualcosa, è naturalissimo. Ma Qui gli eccessi del clima, l'importanza degli affari che vi si trattano, il poco rilievo dell'ambiente, la rapidità del crepuscolo e il genere dei piaceri, tutto richiede la buona salute. Un malato vi si trova proprio solo. E si pensi allora al moribondo, preso al laccio dietro centinaia di muri crepitanti di calore mentre nello stesso minuto tutta una popolazione, al telefono e ai caffè, parla di tratte, di polizze e di sconto: s'intenderà quanto vi può essere di scomodo nella morte, anche moderna, quando sopravviene in un luogo così arido.
Queste poche indicazioni danno forse un'idea sufficiente della nostra città; del resto non si deve esagerare nulla. Bisognava solo insistere sull'aspetto comune della città e della vita.
Ma si passano le giornate agevolmente, non appena si hanno delle abitudini e, dal momento che proprio la nostra città favorisce le abitudini, si può dire che tutto va per il meglio.
Da questa visuale, certo che la vita non è molto appassionante; da noi, almeno, non si conosce il disordine.

Questa città senza pittoresco, senza vegetazione e senz'anima, finisce col sembrare riposante, e vi ci si addormenta.

Tirato da: AliceEraMora a 17:09 | link | commenti (35) |

mercoledì, 14 marzo 2007
Io sono il plumbeo

Non ci sarà più- mai più- il Marlowe di una volta.
Niente più storie e malvagi da sognare con l’impermeabilone scuro.
Ormai le cose si son svelate per quello che sono.

E, a meno di non scadere nel trash, non ci si può più nascondere dietro un dito.
Niente più che scaramucce tra travestiti.



Motori di ricerca che si smuovono fino al duodeno e per ritirare un pacco ci metto due ore. E allora forse ha davvero ragione Quello Del Cartellone
Io sono il Plumbeo
che si fa d’oro e diamanti per rivestire il prossimo.
Ma anche no.
E infatti lo prenderei a badilate come il buon volpe.

Quindi niente, non ho detto niente.

Tirato da: AliceEraMora a 04:02 | link | commenti (33) |

sabato, 10 marzo 2007
Inchiuvatu

E' controproducente questo squilibrio mentale, nel senso che non ha alcun parametro, led luminoso o secrezione odorosa. E' solo così: odio, odio, odio, ammore, sesso, anale. Che poi, voglio dire, che io ti riconosca in Pat Pong o in Sukia è quantomeno emblematico: sarebbe anche un'incarnazione gratificante, per molti versi, ma insomma, finisce pur sempre in un kleenex.
Oggi ho fatto una spesa di cinquantotto euro. Non mi sembra giusto, ecco.

Tirato da: Negroniglio a 14:36 | link | commenti (49) |

domenica, 04 marzo 2007
Twilight, twilight, nihil, nihil !

Sei imbolsito e fiacco, che altro devo dire.
Non che io abbia brillato per ipercinesi, sia chiaro, ma porca troia non ti sei mosso di un solo millimetro.
O sono forse io che ho perso qualcosa?
La freschezza o l'umiltà.
Sicuro come l'oro.

Va bene, lo ammetto, in quel nulla c'era un ordine meraviglioso. Anestetico ma perfetto.
Ed io ci ho guadagnato gambe tremolanti e occhio da cataratta. Una coscienza retroattiva.



Penso solo totem.

Perchè tanto odio?

Tirato da: AliceEraMora a 05:39 | link | commenti (61) |