Crudele Trio! Così esigevi nell'ora del languore

Non Vergognartene

*loading* tiri allo specchio


lunar phases
 
sabato, 24 febbraio 2007
Fast as a Shark Tintarella Flin Flan

Non puoi lasciarmi così. Ogni volta. Un gambo di sedano piantato nello stercorario della rotatoria. Hai un bel dire altalenante, poi...Mi sembra la scena madre di Magnolia: quando tutti si mettono a cantare, e all' uomo si perdonano i peccati perchè tanto è debole, stupido e senza fede.

E come dice quel grande di Vitaliano Trevisan: "La città mi è talmente ostile che praticamente mi protegge. Nessuno mi chiama, nessuno mi invita. Io sto bene qui." Sei bellissimo.

Ieri Eros si è incazzato come un orso (fuori dal camerino). E i suoi strali d'amore hanno trafitto panche, cassettoni, terrazze, chiavistelli, mensoline, gabbiette, cancellate, campi da cricket, da crocket e di cracker.

Fanculo baby.
Non sono il tuo bambolo di lattice.

Tirato da: Negroniglio a 17:21 | link | commenti (57) |

martedì, 20 febbraio 2007
Il moto ondulatorio e la chiave senza toppa

Quel che mi manca è un sistema di misura. Mi son fritta il cervello senza sapere quanto olio usare.
Capita, lo so, nello spazio inerme…ho capito al volo come impaludarmi ben bene.
A tirebouchon nella gora dell’eterno fetore. Un carpiato caleidoscopico.



Quello che non capisco è come si possa, pure immersi nel salmastro a farsi ballare i gioielli, restare immobilizzati dalle alghe morte.
C’è il sole, i costumini in acrilico, le cremine al mango. Ci sono i legni a cozzare contro il cemento, la schiuma e i vicoli bui e sporchi. Le piazze che sanno di salotto di zia e perfino la tapioca, se la vuoi.
Come è possibile? Sai dirmelo tu?
A rotolarci, tra alghe e fango, prevedo un bondage dimagrante che è tutto un programma. Come al solito.
D’altra parte, che vuoi che ti dica, a me sembri la pagina mastro di indesign, che si appiccica su tutte ingrigliandole allo stesso modo. Anche se alla fine dovresti prima sgrigliarti un po’ tu.
Porcodio, pure Montecristo ha preso il largo impacchettato come un findus.



Solo, quello che conta è dissimulare.
Una grande percentuale della polvere nelle case è fatta di pelle morta. Siamo ricoperti di pelle morta.
Come vedi, quel che conta è dissimulare.
A costo poi di non essere più umani, sotto la patina.
E nemmeno vorrei continuare con questi lamenti che ripropongo già da troppo. Non è colpa mia se sono una sciocca senza idea della realtà.
E’ che sono cresciuta in un posto del cazzo.
Oppure è qualcosa di strano nei cromosomi.
No, non una roba da trisomica, pensavo più ad Xman da zanzara radioattiva.

Mi piace pensarla così.
Mi piace pensarti così.
Come se mi appartenessi.

E pensare che trovavo tanto poetico quel roteare di particelle nel sole di primavera...

Tirato da: AliceEraMora a 23:04 | link | commenti (74) |

sabato, 17 febbraio 2007
The Black Saint and the Sinner Lady

Da bimbo, il direttore di scena, non capiva perchè ogni qualvolta il treno stazionasse nella lunigiana, da qualche vagone, partiva sempre, immarcescibile e littorio, un "La Spezia merda!". E il bimbo direttore pensava: "Siamo in liguria, è una bella città, ma perchè è sempre merda?!"
Son blucerchiato e riconosco che la X sia sbocciata proprio in quel pantano, ma cazzo, La Spezia è proprio merda! Preferisco, comunque, veder salir gli aquilotti ai grifini (come poi il bimbo direttore).

E sarebbe stato bello disseppellire l'oro di Dongo.
E sarebbe stato bello trovare il tesoro di Morgan.
E sarebbe stato bello conoscere come Sua Eccellenza se le chiavava sul tappeto.

Invece ci accontenteremo di veder Dell'Utri sbeffeggiato a destra e a sinistra. Lo vedo, statuario e scevola, mentre legge, nella sua beauty farm di fiducia, con tetro sottofondo musicale, le lettere di Tomasi di Lampedusa.

Vorrei ricordare che la contessa Giò Stajano vive, ormai ultre settantenne e con la pensione sociale, in un monolocale di venticinque metri quadrati nello staracissimo leccese. Cambiar sesso a cinquant'anni è punk rock.

Dopo che mi ero sparato una sega sfogliando i combattimenti infernali tra la contessa Giò e Supersex, mia madre mi diceva: "Sì, lo conosco quel pederasta. Come suo nonno, non ha saputo resistere al fascino delle rockstar."

"Cazzo, che fico! Anche la mamma conosce la contessa Giò!"

Spara Juri Spara

Tirato da: Negroniglio a 12:38 | link | commenti (26) |

domenica, 11 febbraio 2007
Il rimedio sovrano al mondo per una lesione interna è spermaceti

A ben vedere, come dicevo a Danilo, conviene far le cose con calma: non abbiamo grosse sorprese o picchiate che possano sorprenderci. Un passo alla volta, pian piano, indirizzati verso l'uscio. Uno di quei vecchi portoni che apre una porticina sulla via lastricata, male, attenti al gradino che scende l'arcata.

Non posso fare a meno di evitare amici e colleghi. Ma non è mancanza di rispetto o stima, è solo brama di alienazione. Totale. Del resto, non puoi infilare la testa in un secchio gelato e poi credere di uscire con la riga in mezzo.  Il maschio non può portare la riga in mezzo. E' evocativamente avvilente.

Mi piace ricordarti così. Altera. Imprendibile. Definitivamente splendida nel tuo completo di lamè e specchietti. Eroina del passato. Spezia del presente. Cenerentola Mattel.

Fast and slick
Well she's cool and clean
In a pepsi sheen
She's a leather tease

Dai, convincimi che ci sia qualcos'altro e oggi sorriderò.

Cazzo, Torino mi butta giù.
Ci vogliono contrasti non accordi.

Tirato da: Negroniglio a 12:00 | link | commenti (116) |

lunedì, 05 febbraio 2007
Termonuclear Devastation of the Planet Earth

Incredibilmente, talvolta, l’eco della mia femminilità scalpita per farsi sentire.
Mi permette di districarmi tra prodotti casalinghi illuminati al neon senza un batter di ciglia, di muovermi come un’anguilla tra il banco della macelleria e il reparto cosmetici.

Sempre e solo Carne più.

E’ una cosa inconscia, un qualcosa di profondo che lega la donna al detersivo.
Ed è pertanto inutile che tu, TU, ti addentri al passo dell’oca se poi hai problemi a trovare il vim e le cime di rapa.
Tutto quello di cui hai bisogno è una segretaria da giardino, che sbrighi le tue commissioni lasciandoti così sprofondare nella desolazione e nel vuoto che rimane a non poter nemmeno prendersi cura di SE’ STESSI.
O forse, di alzare gli occhi al cielo, devoto al dio indicazione.
Ci hai pensato?
Ma dico, comunque, possibile sentirsi cavie sul banco d’acciaio pur conservando porte con cellule fotosensibili?
Eppure questo è quanto di più simile ci sia all’abisso della distruzione: perdizione a basso costo.



Hai la pelle al burro e le ciglia lunghe, usale per far gli occhioni al caporeparto col camicione e vedrai che avrai la strada spianata per il paradiso.

Tirato da: AliceEraMora a 18:48 | link | commenti (74) |