Crudele Trio! Così esigevi nell'ora del languore

Non Vergognartene

*loading* tiri allo specchio


lunar phases
 
lunedì, 29 gennaio 2007
Capitan Beefheart è tutto speciale. Lui è un essere vivente, ma lo è anche il colore per dipingere. E voi?

Continuo a pensare che mettere le tende bianche potrebbe risolvere tutti i problemi. Ci sono quattro finestre, in fila, un bel rettilineo che traguarda nell' entusiastico saluto del popolo bresciano al duce. Tende del Mulino Bianco, non Ikea, così vedono la griffe dalla sopraelevata e campiamo per sempre a tegolini.

"Van Morrison ha detto che non sa cosa significhino molti dei suoi testi e, anche se Beefheart lo sa, o se significano qualcosa di diverso per ognuno di noi, credo, come nel caso di Morrison, a volte si ha la sensazione che sia la voce di un'entità Altra a parlare attraverso quel cantante in quel preciso momento, come se fosse uno strumento che capta i messaggi da...Doc at the Radar Station? (A proposito delle varie voci che utilizza, spesso nella stessa canzone: " Ti dirò la verità, mi mettono paura alcuni dei personaggi che vengono fuori mentre faccio certe canzoni, tipo 'Sheriff of Hong Kong'. Ecco, quello lì non lo conosco. Oppure non la conosco, non so...è una cosa diversa, mmm...Cioè secondo me io non faccio musica, faccio incantesimi) ".

Tirato da: Negroniglio a 12:15 | link | commenti (123) |

Tirato da: Forlivese a 11:44 | link | commenti (45) |

lunedì, 22 gennaio 2007
Nuovi edifici che crollano

Ma no, lascia stare.
Non importa se fai correre gli anni.
Anzi, è bello, ingessarsi così.
Non preoccuparti se la mia pelle diventa grigia, il madreperla mi dona come poco altro.
Se l'occhio è vacuo e acquoso, se c'è odore di alcol e di umori indefiniti.
Prima o poi si deve evolvere, non trovi?
Ingessati immelassati imbambolati.



Non lo si è sempre stati?

Credo che mi convertirò ad una religione esotica.

Tirato da: AliceEraMora a 14:21 | link | commenti (160) |

lunedì, 15 gennaio 2007
Marrakech express all'incontrario va

Io sono trasparente.
Come un bicchierino da tè in cristallo di boemia, solo vagamente reso opaco dai lavaggi.

Il solo paragonarmi ad un bicchierino mi fa sentire bene, ad essere sincera. Mi sento più tenera e un poco più particolare.
Parlare di me come se davvero mi conoscessi e avessi realizzato tante cose sul mio conto...anche questo mi piace.

In realtà non ho capito tanto di me. Non perchè io sia una persona particolarmente complessa ma per non aver mai pensato troppo seriamente alla cosa.
Empiricamente ho constatato che sono una testa di cazzo con difficoltà di apprendimento pratico, questo sì. Ma più di questo non so.
Voglio scriverlo così, perchè la semiotica per oggi la lascio alla mia professoressa bionda e anoressica che, sciupata dagli anni, aleggia per le aule grigia come un peto di topo.



Inutile affannarsi a dar definizioni di sè.
Fingersi illuminati equivale ad imbellettarsi la fava con nastrini colorati, per sentirsi meno ridicoli di fronte a Jenna Jameson.
Per sembrare un po' meno insignificanti.

Però, forse, pensandoci bene, un po' cristallino di boemia lo sono davvero, che mi si vede attraverso, inconsistente e innocua.
Niente di nascosto è niente da nascondere.
E non sempre è cosa buona.

La contraddizione è la mia illuminazione.



"La gente corre ma in curva non frena,
lei non prende sonno e quando dorme trema."


Applausi applausi.

Tirato da: AliceEraMora a 00:49 | link | commenti (186) |

martedì, 09 gennaio 2007
Proust proud

Ieri.
C'era una volta una buona mano di poker.
Non ottima, ma buona.
Uno. Un asso di fiori che proprio per un fiore aveva perso la testa.
Due. Un asso di picche con il metallo nel cuore e la lingua tagliente.
Tre. Un asso di cuori che si innamorava di tutto.
Una buona mano basta a sè stessa, ma questa volta le carte venivano da tre mazzi diversi.
Il dorso aveva in una strani simboli religiosi ed esotici, nell'altra lunghi tratti -come cicatrici sulla carta bruna- e nell'ultima una grande spirale arrotolata su sè stessa.
Una buona mano basta a sè stessa, sì, ma un buon bluff è altrettanto utile contro la sfortuna e, con un tris del genere, così stranamente assortito, giocare sarebbe stato SEMPRE come farlo a carte scoperte. Non si poteva bluffare.
Al limite giocare per scherzo, con per fiches i fagioli della tombola.

Oggi.
Quelle carte hanno ora gli angoli lisi e sfilacciati. Molti bambini ci hanno giocato e ne hanno visti parecchi, di fagioli.
Per riparare a quella loro assurda diversità sono state inserite altre carte. Ognuna col dorso segnato da un motivo diverso.
Ogni bambino ha portato una carta, trovata chissà dove, per sentirsi partecipe.
Perchè come ti dicevo alle persone piace partecipare ad ogni costo.
Anche alle cose stupide.
E si affanna sempre per lasciare un segno.
Anche stupido.
Carte e fagioli.
Ma dopo un certo numero di mani pure il più ritardato impara a memorizzare i simboli ed il gioco perde di significato.
Ci si annoia o magari ci si arrabbia perchè il mazzo, così formato, permette solo giochi stupidi.
Il bambino se ne va , prende la carta e lascia i fagioli.

Domani.
Lo scherzo finirà.
Tutti i bambini riprenderanno le loro carte e lasceranno montagne di fagioli che forse potrò fare all'uccelletta nei momenti di magra.
Ma rimane il fatto -ed è questo ciò che mi angoscia maggiormente- che a me fanno cagare i fagioli.
Letteralmente.

Nonostante questo io vi amerò sempre -dico proprio voi due- e ostinatamente.
Perchè, si sa, io m'innamoro di tutto.


Tirato da: AliceEraMora a 23:34 | link | commenti (114) |

mercoledì, 03 gennaio 2007
Very 'Eavy...Very 'Umble

Centrifuga alla velocità della luce, senza il tempo di riflettere, né su errori, né su imprecisioni. Un' esistenza in gran solitudine, un gran squallore.
Vorrei rimembrar morti, perchè non son certo, proprio sicuro, di rappresentar vita.

E' una rappresentazione della vita?

Mi stai rappresentando?

Ma non sarebbe meglio una passeggiata, abbracciati nel sole della trinacria?

Tirato da: Negroniglio a 10:00 | link | commenti (165) |