Crudele Trio! Così esigevi nell'ora del languore

Non Vergognartene

*loading* tiri allo specchio


lunar phases
 
venerdì, 27 ottobre 2006
De profundis clamavi

Se penso che è da lì che alla fin fine son venuta, dal tuo slancio dritto e fiero, liquidato in un risolatte superproteico, mi sembra un oscuro presagio il fatto che abbia iniziato ad attorcigliarti su te stesso come una coda di porco.
Non poteva essere altrimenti e forse, dico forse, dovresti fermarti un attimo a riflettere sui segni della cabala e sulla qualità della tua prole.
Ma una svolta è sempre una svolta -anche nella carne- e quando mi sfileranno un pezzo di safena forse mi raddrizzerò anche io.
Chissà.
Dritta fiera e risolatte.



Per adesso mi avvolgo in spire innaturali che mi riportano sempre al punto di partenza. Una cosa spettacolare se vuoi, che richiede particolare perizia e tenacia non comune.
Almeno questo.

E le bolle, le bolle, le bolle.
C’è una bolla che parte da via dei pappagalli ed arriva a Luther King.
Mi porto dietro la noia come una scia di bava.
Mi conforta -lo ammetto- molte volte, ma mi rendo anche conto che aspettando la mano ferma che mi indirizzi non posso che finire nel posto sbagliato.

Cioè esattamente dove sono adesso.
Impantanata e fuori strada come una cappella in un ombelico.

Tirato da: AliceEraMora a 02:53 | link | commenti (126) |

lunedì, 23 ottobre 2006
Ancient Artifacts

Tutto per niente, sempre tutto per niente. Mi decervellavo al bagaglio sugli amori passati. Di mio padre. Sui Punt e Mes, sulle forme tondeggianti, sul rosso bachelite che non indosserai mai.

Perchè azzeri qualsiasi discorso, qualsiasi ragionamento. Un "alla lavagna" di filosofia che non apri bocca. Non si improvvisano sinossi di ragionamenti monoglottidi.

E io, io ancora che mi arrovello sullo smalto rosso ai tuoi piedi, ancora, ancora... che vorrei smembrarti idiozia di trinciapollo.

L' ineleganza femminile è intollerabile e rovina qualsiasi scorcio urbano o refolo tardo autunnale.

Stamani mi son svegliato con il cuscino macchiato di rancore.

A me?!
Tu stai facendo questo a me, che sono il miglior Chef del palazzo.

Tirato da: Negroniglio a 16:26 | link | commenti (239) |

giovedì, 19 ottobre 2006
Il Dramma è Memoria

Svegliarsi davanti alla Cattedrale delle Cattadrali è una stagione che non merito più, ma il nichilismo senza fastidio è un Leopard perfetto per coglier ciliegie.

Grazie, grazie amico caro, grazie di essermi sempre accanto anche quando non lo merito e divento scontrosa e isterica come un' adolescente post-tutto.

Sì, l'estate avanza, a balzelloni e lo devo a te, mio faro, occhio di gas segreti.



E La Signora mi fa: "Io me ne vado!"
"No. Allora me ne vado anch'io."
"Mia figlia è un incrocio tra me e Ornella Muti. Col cervello di Margherita Hack."

Musse. Come Lei non ci sarà mai nessuno.

Tirato da: Negroniglio a 03:05 | link | commenti (192) |

venerdì, 13 ottobre 2006
Rockandrolluberalles

Ma se uno dovesse davvero dirlo come potrebbe poi fare?
Con le mani avvolte intorno. A viaggiarti e a strizzare.
Bagnati ovunque, come vuoi tu.
Forse l’unica ragione è un terzo di romagna. Ed è qui la saldatura.

Rigonfia e malata come sempre.
Non è un punto,non è una virgola, ti inventi una sintassi tutta tua.
Nel nichilsmo ci sguazzi e, come ben sai, a cibarsi di negatroni non si cagano pausini.
Mi sembra che il bagnato non piova mai sul bagnato ma che, piuttosto, il primo non sia mai esistito.

E che tutto sia frutto di un istinto, questa, sì, è una novità.
Lontano dalla carne è lontano dalla carne.
Sempre dentro. Comunque. E tanto basta.



Mi muovi le mani, come una luce quando la muovi.
Sei sempre così al confino, in tutto quello che fai. Sei tu stesso che ti impedisci di essere normale.
L’azione non ha altro fine che sé stessa.
Non è una mancanza fino a che non ti chiedi: che bisogno hai?

Mi hanno detto che sorrido molto ultimamente.
Mi chiedo cosa sarebbe dei miei denti con te.

Corrosi da impeti di saliva. O salvi nell’ incoscienza dello xanax?

Lo sai che sarò sempre qui per te.

Tirato da: AliceEraMora a 03:06 | link | commenti (141) |

venerdì, 06 ottobre 2006
L'Armageddon secondo Le Corbusier

Quando dormi a 20 cm dal soffito senti su di te tutto il peso del progresso.
Occhio pallato e polmone compresso, oramai il tetris è tratto: finalmente saprai, a suon di calcinacci nella ghigna, se il magrebino è o meno un individuo illuminato.

L'architettura diventa fantascienza e non rimane che sperare di non aver l'alito cattivo.
E pensi che è veramente un mondo di merda quello in cui desideri linamenti da cherokee e ti ritrovi quelli di Pippo Franco.



Ma poi ma poi.

Ma poi altro che revolution rock, io qui sto cadendo a pezzi che sembro Donna Franca.
Gli ultimi caldi risvegliano in me il dovere all'atto impuro come barlume di gaiezza a buon mercato.
Polimeri, casseurs e pilotis me ne fanno invece passar la voglia.
Si vocifera che la soluzione stia sulla strada, a mendicare umidi che sanno poco di coniglio.



Ma io ma io.

Io voglio solo melassa e piumoni a zincarmi nei miei umori.

Tirato da: AliceEraMora a 00:15 | link | commenti (232) |