Crudele Trio! Così esigevi nell'ora del languore

Non Vergognartene

*loading* tiri allo specchio


lunar phases
 
giovedì, 29 dicembre 2005
Sailin' On

You don't want me anymore
So I walk through the door
I play the game right from the start
I trust you, you use me, now my life's all torn apart

So I'm sailing, yeah I'm sailing on
I'm moving, yeah I'm moving on
Sail on, sail on, sail on, sail on

Tried to see if I'll give up
But there wasn't any luck
It's a fact, a fact of life
That's the game, game of strife everything is all in stride

So I'm sailing, yeah I'm sailing on
I'm moving, yeah I'm moving on
Sail on, sail on, sail on, sail on

So I'm sailing, yeah I'm sailing on
I'm moving, yeah I'm moving on
Sail on, sail on, sail on, sail on
Yeah, La-la-la, La-la-la

Too many years with too many tears
And too many days with none to say
So how will we know when there's nowhere to grow
The fact of life, life too short oh


I am banned in D.C.

Buono

Tirato da: Negroniglio a 22:56 | link | commenti (86) |

martedì, 27 dicembre 2005
The Modern Dance

E non dire che non ti spossa! Raccogliere ogni giorno merda di gattino non ti avvicina a Dio nè all'immane sofferenza dei due confliti. E' solo uno struscio mattutino. La terribile verità dell'uomo che non sopporta il contatto con la merda. Animale. La consistenza insostituibile di quella umana..solo quella. A parte tutta l'acqua di cui si favoleggia.

Una cosa che mi ha sempre affascinato è stato il natale 1914. La terra di nessuno abitata dagli schieramenti che inseguivano conigli, si scambiavano bottoni, tabacco e misere vitali.  L'Ortigara è stata un'altra faccenda, lo so. Paciocconi un bel cazzo, sangue, vertebre e tutta l'acqua delle mitragliatrici.

The Idiot Dance.
Let me dance.

Tirato da: Negroniglio a 23:18 | link | commenti (45) |

venerdì, 23 dicembre 2005
Lo Stinco del Cornutazzo

Tutti afrori del passato: il refettorio, la mela cotta, la purea e la sopravvivenza indotta da lui o da lei. Ho fatto almeno undici buchi nel muro e son stati tutti inutili. Tutti inutili. Nulla ti fa sentire tanto impotente quanto un inutile pertugio. Già. Ma allora, dico io, se non riesci ad arrivare in fondo a un foro, a che serve tutta questa spinta occidentale? A chi giova?

Il potere della donna attualmente è immenso, come ai tempi di Per Elisa, tra l'altro. Blood, Sweat and (No) Tears. Cerco di separarmene giorno per giorno, step by step, stone by stone e!  Se entro i ventotto non sei riconosciuto universalmente un genio, forse, ma forse, non lo sei per davvero. Evviva Mike Bongiorno e la signora Longari sul pisello.

Non vorrei apparir nefasto proprio oggi. Sono di ottimo umore e indosso una sottile cravatta beige. Oh, il 25 non crediate di lasciarmi a casa: ci sarò anch' io alla vostra tavola e, fra una portata e l'altra, vi mostrerò il bolo di ravioli.

Tenetemi un posto sulla sedia di lillà.

Tirato da: Negroniglio a 19:46 | link | commenti (71) |

martedì, 20 dicembre 2005
Il Linguaggio della Montagna (di Harold Pinter-1988)

Personaggi:
Donna Giovane
Donna Anziana
Sergente
Ufficiale
Guardia
Prigioniero
Uomo incappucciato
Seconda Guardia

1

Il muro di una Prigione
Sergente: Nome!
Giovane donna: Abbiamo già dato i nostri nomi.
Sergente: Nome?
Giovane donna: Abbiamo già dato i nostri nomi.
Sergente: Nome?
Ufficiale (al sergente): Smettila con questa stronzata. (Alla donna giovane) Qualche lamentela?
Giovane donna: Lei è stata morsa.
Ufficiale: Chi? (Pausa) Chi? Chi è stato morso?
Giovane donna: Lei. Ha una mano dilaniata. Guardi qui. E' stata morsa sulla mano.Questo è sangue.
Sergente (alla giovane donna): Il tuo nome?
Ufficiale: Chiudi il becco. (Si avvicina alla donna anziana) Cosa ti è successo alla mano? Ti ha morso qualcuno? (La donna solleva lentamente la mano. Lui la scruta) Chi è stato? Chi ti ha morso?
Giovane donna: Un dobermann.
Ufficiale: Quale? (Pausa). Quale? (Pausa) Sergente!
Il sergente fa un passo avanti.
Sergente: Signorsì!
Ufficiale: Guarda la mano di questa donna. Credo che perderà il pollice. (Alla donna anziana) Chi è stato? (Lei lo fissa) Chi è stato?
Giovane donna: Un cane grosso.
Ufficiale: Come si chiamava? (Pausa) Come si chiamava? (Pausa) Tutti i cani hanno un nome! Rispondono al loro nome! Quando li chiami con il loro nome, rispondono. Gli viene impartito dai genitori, e quello è il loro nome, quello è il loro nome! Prima di mordere dicono il loro nome. Questa è la procedura regolamentare. Prima dicono il loro nome e poi mordono. Qual era il suo nome? Se mi dici che uno dei nostri cani  ha morso questa donna senza prima dare il nome, dovrò farlo fucilare! (Silenzio) Ora…attenzione! Silenzio e attenzione! Sergente!
Sergente: Signorsì!
Ufficiale: Raccogli tutte le lamentele.
Sergente: Qualche lamentela? Qualcuno ha qualche lamentela da fare?
Giovane donna: Ci hanno detto di essere qui stamattina, alle nove.
Sergente: Giusto. Giustissimo. Stamattina alle nove. Più che giusto. Qual è la tua lamentela?
Giovane donna: Eravamo qui alle nove, stamattina. Ora sono le cinque. Siamo in piedi da otto ore. Nella neve. I suoi uomini hanno lasciato liberi i dobermann per spaventarci. Uno ha morso la mano di questa donna.
Ufficiale: Come si chiamava il cane?
Lei lo guarda.
Giovane donna: Non conosco il suo nome.
Sergente: Permette, signore?
Ufficiale: Prego.
Sergente: Tutti questi vostri mariti, figli, padri, uomini che siete venuti a trovare sono dei pezzi di merda. Sono nemici dello Stato. Dei pezzi di merda.
L'ufficiale si avvicina alle donne.
Ufficiale: Ora state a bene a sentire. Voi siete gente di montagna. Mi sentite? Il vostro linguaggio è morto. E' proibito. In questo posto non è permesso parlare il linguaggio della montagna. Non potete parlare il vostro linguaggio con i vostri uomini. Non è permesso. Mi avete capito? Non potete usarlo. E' fuorilegge. Potete solo parlare la lingua della capitale. E' l'unica lingua permessa qui. Sarete severamente punite se userete il linguaggio della montagna, qui. E' un decreto militare. E' la legge. Il vostro linguaggio è vietato. E' morto. Nessuno ha il permesso di usare il vostro linguaggio. Il vostro linguaggio non esiste più. Nessuna domanda?
Giovane donna: Non parlo il linguaggio della montagna.
Silenzio. L'ufficiale e il sergente la circondano lentamente. Il sergente le mette una mano sul sedere.
Sergente: Che lingua parli? Che lingua parli con il culo?
Ufficiale: Sergente, queste donne non hanno ancora commesso nessun crimine. Ricordatelo.
Sergente: Signore! Non vorrà dirmi che sono senza peccato?
Ufficiale: Ah, no. No, no, non volevo dire questo.
Sergente: Questa qua mi sembra bella soda. Potrebbe rimbalzarci.
Ufficiale: Non parla il linguaggio della montagna.
La donna si scosta dalla mano del sergente e si gira per guardare in faccia i due uomini.
Giovane donna: Mi chiamo Sara Johnson. Sono venuta a trovare mio marito. E' un mio diritto. Dov'è?
Ufficiale: Fammi vedere i documenti. (Lei gli dà un pezzo di carta. Lui lo guarda, si gira verso il sergente) Non viene dalla montagna. E' capitata nel gruppo sbagliato.
Sergente: E' vero. A me sembra un'intellettuale del cazzo.
Ufficiale: Hai detto che ha il culo che parla.
Sergente: I culi delle intellettuali parlano meglio.
Buio.
2
Il parlatorio
Un prigioniero è seduto. La donna anziana è seduta, ha con sé il cestino. Una guardia è in piedi dietro di lei. Il prigioniero e la donna parlano con uno stretto accento dialettale. Silenzio.
Donna anziana: Ho del pane… (La guardia le dà un colpo col bastone.)
Guardia: Proibito. Linguaggio proibito. (Lei lo guarda. Lui le dà un altro colpo) E' proibito. (Al prigioniero) Dille di parlare la lingua della capitale.
Prigioniero: Non la conosce. (Silenzio) Non la conosce.
Silenzio.
Donna anziana: Ho delle mele…
Guardia (la colpisce e urla): Proibito! Proibito proibito proibito! Cristo! (Al prigioniero) Non capisce quello che le dico
Prigioniero: No.
Guardia: Ah no? (Si piega su di lei) Non mi capisci?
Lei alza lo sguardo e lo fissa.
Prigioniero: E' vecchia. Non capisce.
Guardia: E di chi è la colpa? (Ride) Certo non mia. E ti dirò di più. Io ho una moglie e tre figli. E voi siete dei pezzi di merda.
Silenzio.
Prigioniero: Anche io ho una moglie e tre figli.
Guardia: Cos'è che hai? (Silenzio) Cos'è che hai? (Silenzio) Cosa hai detto? Cos'è che hai? (Silenzio) Cos'è che hai? (Alza il telefono e fa un solo numero) Sergente? Sono nella stanza blu…sì…devo fare rapporto, sergente…c'è un buffone qui.
Mezze luci. Gli attori sono immobili. Voci fuori scena.
Voce della donna anziana: Il piccolo ti aspetta.
Voce del prigioniero: La tua mano è stata morsa.
Voce della donna anziana: Ti stanno aspettando tutti.
Voce del prigioniero: Hanno morso la mano di mia madre.
Voce della donna anziana: Quando tornerai a casa ci saranno dei grandi festeggiamenti. Ti stanno aspettando tutti. Tutti ti aspettano. Non vedono l'ora di vederti.
Piena luce. Entra il sergente.
Sergente: Qual è il buffone?
Buio.
3
Voci nel buio
Voce del sergente: Chi è quella donna del cazzo? Cosa ci fa qui quella donna del cazzo? Chi ha fatto entrare qui quella donna del cazzo da quella cazzo di porta?
Voce della seconda guardia: E' sua moglie.
Piena luce. Un corridoio. Un uomo incappucciato sostenuto dalla guardia e dal sergente.
La donna giovane li fissa da lontano.
Sergente: Cos'è? Un ricevimento in onore di madame bla-bla di merda? Dov'è lo champagnino? Chi si è preso il fottuto champagnino di madame bla-bla di merda? (Si avvicina alla giovane donna) Ciao, signorina. Mi scusi. Temo che ci sia stato un piccolo disguido burocratico. Ti hanno fatta passare dalla porta sbagliata. E' incredibile. Ma qualcuno la pagherà molto cara. Nel frattempo cosa posso fare per te, Milady, come dicono al cinema?
Mezze luci. Gli attori sono fermi. Voci fuori scena.
Voce dell'uomo: Ti osservo mentre dormi. Poi apri gli occhi. Alzi lo sguardo, mi vedi sopra di te e sorridi.
Voce della giovane donna: Tu sorridi. Quando apro gli occhi, ti vedo sopra di me e sorrido.
Voce dell'uomo: Siamo fuori, vicino a un lago.
Voce della giovane donna: E' primavera.
Voce dell'uomo: Ti stringo. Ti scaldo.
Voce della giovane donna: Quando apro gli occhi, ti vedo sopra di me e sorrido.
Luci. L'uomo incappucciato sviene. La giovane donna urla.
Giovane donna: Charley!
Il sergente schiocca le dita. La guardia trascina fuori l'uomo.
Sergente: Sì, sei proprio passata dalla porta sbagliata . Deve essere stato il computer. Gli sarà venuta una doppia ernia. Sai che ti dico…se vuoi informazioni sulle condizioni di vita qui, c'è un tale che viene in ufficio ogni martedì, se non piove. E' un grande esperto in materia. Chiamalo al telefono uno di questi giorni e vedrai che ci penserà lui a te. Si chiama Dokes. Joseph Dokes.
Giovane donna: Posso scoparmelo? Se me lo scopo, andrà tutto bene?
Sergente: Certo. Non c'è problema.
Giovane donna: Grazie.
Buio.
4
Il parlatorio
La guardia. La donna anziana. Il prigioniero. Silenzio. Il prigioniero ha del sangue sulla faccia. E' seduto e trema. La donna è immobile. La guardia guarda fuori dalla finestra. Si gira e guarda tutti e due.
Guardia: Ah, ho dimenticato di dirvi. Hanno cambiato le regole. Lei può parlare. Può parlare nel suo linguaggio. Fino a nuovo ordine.
Prigioniero: Può parlare?
Guardia: Sì. Fino a nuovo ordine. A nuove regole.
Pausa.
Prigioniero: Mamma puoi parlare. (Pausa) Mamma, ti sto parlando. Mi senti? Possiamo parlare. Puoi parlarmi nel tuo linguaggio. (Lei rimane immobile) Puoi parlare. (Pausa) Mamma. Mi senti? Ti sto parlando nel nostro linguaggio. (Pausa) Riesci a sentirmi? Mi senti? (Lei non risponde) Mamma?
Guardia: Dille che può parlare nel suo linguaggio. Nuove regole. Fino a nuovo ordine.
Prigioniero: Mamma?
Lei non risponde. Rimane immobile. Il tremore del prigioniero aumenta. Dalla sedia cade in ginocchio, comincia ad ansimare e a tremare convulsamente. Il sergente entra nella stanza e osserva il prigioniero in terra con le convulsioni.
Sergente (alla guardia): Guarda qui. Fai di tutto per dargli una mano e loro mandano tutto affanculo.
Buio.

Tirato da: Negroniglio a 14:59 | link | commenti (73) |

mercoledì, 14 dicembre 2005
Precognitivo del Passato

Vivere in una bolla fa piacere e, tendenzialmente, protegge dall’umanità.

Vivere in un acquario consente di respirare ossigeno sempre nuovo, fresco, sì, ma indotto.

Vivere con pareti imbottite, non consente di ascoltare Di Canio che sproloquia bestialità (immagino) quando morirei dalla voglia di sentire. Sono prevenuto, ma non capisco il labiale.

Vivere in un tombino dà pressione al suono, lo comprime, lo rende profondo, ma senz’anima,  i Noise Gate asciugano il resto.

Vivere nel circo è terribile e meraviglioso. E’ patetico, ma tenero. Ma cullare la donna barbuta, però, non ti assolve dai peccati.


E se gli Dei fossero ormai sonnolenti e oziose creature che si spengono via via? Capisci?!  In una galassia lontana c’è davvero qualcuno che muore, solo perché non gli dai più l’amore di una volta. L’amore di cui sei capace.

Tra dieci anni sarò obliquo. Lo prometto.

Tirato da: Negroniglio a 11:40 | link | commenti (73) |

mercoledì, 07 dicembre 2005
teenage heart

Manca la verve, non lo vedete?
Manca la gioia. O forse sono io.
Nelle donne c'è del marcio, indubbiamente, dello sporco che si decifra con difficoltà. L'inclinazione alla prostituzione, in senso lato, così oscena ed evidente.
E l'altrettanto naturale inclinazione alla negazione. O, senza ritegno, l'indignazione ora, l'orgoglio un attimo dopo.



Occhi incredibili, fascino e vello d'oro a parte, c'è da sperare di non crescere mai.

E infatti, ogni passo che ho fatto verso il baratro della maturità è stato accompagnato dalle consuete sonore inculate. Non sempre gradite.
Ho fantasticato sul tornare sui miei passi, camminare all'indietro, attenta a calpestare soltanto le mie stesse orme, occhi concentrati e lingua spinta in un angolo della bocca; affondando magari fino alla caviglia nella neve fresca.
Ma questo punto, mi viene il sospetto che se facessi marcia indietro, finirei infilzata fino in gola.

Comunque, per tornare al consueto intollerare, tanto caro a un terzo della famiglia, ci sarebbe da incaricare qualcuno, qui da me, che si occupi della soluzione finale al problema punkabbestia.
Volontari?



Tirato da: AliceEraMora a 01:29 | link | commenti (62) |

giovedì, 01 dicembre 2005
Casalblanca nights.

Casablanca Nights.

Seppellite il mio cuore in corso Como,
dove fresche fontane e dolci labbra
Rendono lieve la vita ad un uomo.

Seppellite il mio cuore in corso Como
Laddove ardimentosi tacchi a spillo
L'han calpestato, ma tanto era brillo.



A tutti i sommergibilisti di Milano.

Tirato da: Forlivese a 16:45 | link | commenti (35) |