
Antares
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S.O.A.
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Wildanimal


*loading* tiri allo specchio
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Se alle feste. Se alle feste è meglio stordirsi. Se alle feste non hai qualcuno con cui parlare sparati. Se alle feste non hai nessuno con cui parlare spacciati per asiatico, maschilista, di famiglia tradizional infibulante e inshallà. Se alle feste c'è Sottiletta, sii pronto a dire W Saddam ma anche sunday monday happy days. Se alle feste Sottiletta ha ventidue anni e non è mentecatta come tutte le Sottilette, sparati una sega in bagno e riparti dal via, ma senza ritirare la ventimila. Non la meriti in quanto bianco, rosacrociano e figliodiSindona.

Se alle feste sei fottuto, ubriaco e fottuto, datti un contegno, sai bene che, altrove, da qualche parte, un adolescente ha assistito al più bel concerto della sua vita.

E se alle feste ci stai ancora dentro, ci stai ancora dentro anche nella vita.
Questo è sicuro.
Il tuo girovita è poco più lungo che un mio avambraccio.
Alla fine la retorica è la più orrenda, ma anche più diretta via per la verità.
Insopportabile proprio perchè, come noi, banale.
E questo per dire che, alla fine, se ci pensi, che è davvero così fragile il trespolo su cui stiamo issati, che davvero basta un attimo, una chiacchiera e un camionista che si scaccola, oppure uno snocciolaolive su per l'utero, per finire scaraventati in un cestino o su un fondo autostradale, o comunque su una superficie poco gradevole. Alla fine, dicevo, se ci pensi, e realizzi quanto è tangibile tutta la retorica sulla nostra inutilità e precarietà, un po' da ridere ti viene.
Ma anche questo dopo un attimo non conta più e tutto il resto...
tutto il resto è noia.

Pensavo a voi due stasera. Sì proprio voi. Ecco, io spero di non perdervi mai, in-finita presunzione. Perchè vi amo davvero tanto. Oggi è scivoloso e la sciolina non l'ho raschiata da alcuna lumaca del selciato.

In fondo sono tutte battaglie da psicopompi. E le Hells bells rintoccano sempre all'ora che vuoi. Tanto diversi, tanto mostruosi, tanto carini.
Roma incombe. Perchè non venite a trovarmi là?! Staremmo insieme, rideremmo tanto.
Vi sarò fedele comunque.
In calce.

Da quell'anno nulla è più lo stesso.
Cazzo, ieri, il primattore ha dato del comunista a Prodi. La realtà è davvero soggettiva se si osserva attraverso un occhio di puzzola. O era di pesce?!
Io non dormo, non dormo, non dormo neanche se mi mettono Campanellino nel berretto da notte. Certa aneddotica è sempre fuori luogo e, anche se fosse di un minuto o di cent'anni, non perderebbe un'occasione per tacere. Comunque.
Invece, erano davvero belli i tempi in cui si credeva che Alain Jourgensen avrebbe conquistato il mondo. Sono stati attimi fugaci, le rivoluzioni di un solo album, ma, dice bene il mio capo: "Il genio che racconta di sè, non è genio se racconta il sè passato attraverso il presente satollo." Come dire che raccontare di quando avevi la fame, ora che hai la panza piena e la buzza schifida, non è credibile. Non lo è davvero.
Il mio capo è un dolce romantico. Tanto dolce. Tanto romantico.

Io invece, Porcodio, gli ordini numerici mi fondono il cervello e del sistema Pandora, a me, non me ne fotte un cazzo. Enjoy the Clan.
Psalm 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69 69
Ben riflettendoci. E questo lo dico in coscienza. La quotidianità, le colazioni che passano rapide e senza baci... tutte cose che ci autorizzano. A tutto. Non sono Dio nè Gelli, però la voce del motore al minimo, quella del risveglio alle undici, quella del dopo doccia mattutino, post caffè, pre sega, mi canta la verità. Tutta e infrangibile. E l'ora migliore, quella necessaria e indispensabile per capire che tutto ci è concesso, senza appartenenza, ovvio, nè, tanto meno, eccessivo senso di competizione.
Puoi tutto, in potenza e, sempre potenzialmente anche nei fatti.
Il solito noioso, ma sempre valido adagio sine qua non è l'onesta. Sola e unica nostra arma.
Leva la testa, leva la coda, taglia le braccia, mordi l'uccello. Al cuore.
Oggi sciopero.
Di testa e di corpo.
Mi rifiuto di andare a cagare fino a domattina.
Il potere genera mostri
Il potere non vuol dire responsabilità
Il potere stimola vizi capitali
Il potere corrompe la mente
Il potere abitua il potere
Il potere non è potenza
Il potere non è disarmonico
Il potere non è armonico
Il potere non è mio amico
Il potere non è gestibile umanamente
Il potere non è per i cani
Il potere non è nell'alcool
Il potere non è qui
Il potere è là
Il potere non è nel mio capo
Il potere stanca
Il potere va a corrente alternata
Il potere fa perdere la giovinezza
Il potere non conduce alla maturità
Il potere è sesso
Il potere è amore
Il potere non appartiene al mio portafogli
Il potere del denaro è il potere del benessere
Il potere del denaro è il potere del mio malessere
Il potere è macho
Il potere non è gay
Il potere nelle donne genera lo scioglimento di grandi bands
Il potere nelle donne è cominciato prima che io nascessi
Il potere nelle donne non c'era ai tempi della mia trisnonna

Mi faccio una sega.
Come mio felice costume, il mio sesso al potere di me stesso.
Ormai son passati lustri da quando ti perdesti su quella collina.
E io, io sono ancora qua, ad aspettare. Aspettare uno spettacolo che non decolla. Una commedia grottesca che mi tiene cementato in terra, fuori dalla vista del grano, fuori dal vento che soffiava tra le tue gambe. Bianche.
No, non credo a una sola parola di ciò che si dice sul tuo conto. Non voglio farlo davvero. Preferisco succhiarmi gli ultimi semi di zucca masticandone anche la buccia. Senza inghiottire. Un bolo mostruoso, che aspiro fino ad asciugarne l'ultima stilla di fiele. Lo terrò in bocca fino a quando non scenderai nuovamente, indifferente come sempre, con una corona tra i capelli. Una corona intrecciata da qualche strano animale.

E allora, allora quel pastone secco, te lo sputerò dritto in faccia.
Perchè sei corrotto e infernale.
I love to hate you.
Le amicizie aumentano. Forse, in fin dei conti, scoprire nuovi fiori, anche e persino dello stesso sesso, è beatificante. Rilassante.
Ieri, mi sentivo in pace, molto, e percepivo quanto fosse bello condividere passioni spurie e consapevoli con individui sconosciuti.
Sashenka dice che nei blog, fondamentalmente, il sesso è alla base di tutto, ma anche Freud, senza percepir l'afflato del nuovo metamondo ci andava troppo lontano, no?!

Sai, effettivamente, la cosa più sensata, sarebbe costruirsi un bel metal detector e perdersi nei boschi. Con te. Che un poco mi somigli e un poco no.
E' buffo voler condividere brame tanto bislacche, è vero, ma d' altro canto, la campagna circostante continua ad attirarmi. La desidero follemente. Ci penso un po' troppo spesso ecco. Non credo riuscirò a rinunciarvi per lungo tempo.

Le passioni, qualunque esse siano, resistono sul serio per due, forse tre anni?!
A emulare Jim si muore.
A emulare Jimi si muore.
A emulare Janis si muore.
A emulare Jesus si muore.

Io me ne batto il cazzo.